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L'atmosfera delle campagne inglesi nell'arredamento

Una dependance in una casa colonica? Per alcuni un'idea romantica, per altri è una sfida da affrontare con grande maestria e con qualche piccolo aiuto. Lo spazio ridotto è stato riorganizzato senza perdere il carattere originale e pensando a soluzioni su misura, dalla cucina alla camera da letto. Il risultato finale? Un interno dall'aspetto naturale e accogliente.
Repubblica Ceca
Bilocale
70 m2
D: Qual è stato il primo impulso che ti ha spinto a ristrutturare il fienile?
R: Quando ho comprato casa, l'intenzione era di ristrutturarla piano piano in tutte le sue componenti, volendo creare una depandance dal fienile. Ho pensato che sarebbe stato il luogo ideale per dare agli ospiti la propria privacy, soprattutto se accompagnati da bambini piccoli.
D: La ristrutturazione di vecchi edifici può essere un'avventura. Cosa ti ha sorpreso di più durante il processo?
R: Ho notato che il progetto iniziale dei lavori è stato più lungo e costoso del previsto perché inizi pensando di rifare solo una parte del tetto, ad esempio, e finisci con il rifarlo tutto. In realtà mi avevano avvertito tutti, quindi ero in qualche modo preparata. Mi ha sorpreso di più il fatto di non essermi sorpresa.
D: La depandance ha uno stile minimalista, ma accogliente. Che approccio hai usato?
R: L'idea era di renderla più moderna rispetto all'edificio in cui si trova, ma mantenendo comunque uno stile rustico, come quello inglese. Mi piacciono le cucine che sembrano uscite da una rivista britannica, ma volevo qualcosa che si allontanasse un po' dallo stile cottagecore.
D: Lo spazio è davvero ridotto, hai seguito qualche regola in particolare?
R: Trattandosi di un bilocale, ogni mobile e accessorio deve essere funzionale e non c'è spazio per gli extra. Lo spazio è piccolo, ma la planimetria è originale, nessuna sopraelevazione, nessun ampliamento. L'unica differenza è che ora al posto del forno c'è il bagno.
D: Ti sei lasciata influenzare da Pinterest?
R: Per niente in realtà, ho seguito più che altro il mio istinto. Ammetto però di avere avuto qualche aiuto dai vostri designer che sono riusciti a realizzare concretamente le mie idee, se non meglio.
D: Hai detto che ami fare la padrona di casa. Cosa significa per te?
R: Avere sempre qualcosa da bere e da mangiare a portata di mano è fondamentale, perché non si sa mai che capiti una visita inaspettata. Ammetto anche che voglio che i miei ospiti dicano "wow" appena varcata la soglia di casa, quindi pulisco come una pazza e faccio di tutto per farli stare bene durante la loro permanenza.
D: A chi appartiene il regno della cucina?
R: Devo dire che ci alterniamo molto bene. Mio marito è vegetariano, quindi in quel caso cucina lui. Altrimenti cucino io e lui si cucina un cavolfiore al posto della bistecca.
D: C'è qualche decorazione od oggetto con un forte valore affettivo?
R: Ci sono due angioletti provenienti da un ristorante dove un tempo lavoravo come barista. Li ho portati con me quando me ne sono andata, circa vent'anni fa. E anche questo set di piatti che mi è stato regalato, anche se pensavo fossero stati realizzati a mano e invece erano stati comprati.
D: Vediamo molti mobili e accessori di Bonami, ne hai uno preferito?
R: Adoro tutti quei vasetti, i portacandele a forma di gallina (sì, galline!) e i vasi con fiorellini minuscoli, che non comprerei per casa mia, ma qui? Sono perfetti. In realtà mi fanno impazzire anche i set da letto che mi ricordano quelli che usava mia nonna un tempo, morbidi e caldi.
"In passato, l'importante era la sensazione. La casa trasudava già storia in ogni angolo, ho solo aggiunto alcuni accenti per rendere lo spazio accogliente e avere un senso nella vita di tutti i giorni. Per me la campagna inglese è fatta di calma, accoglienza e dettagli - dai tessuti alle ceramiche - che possono trasformare una giornata ordinaria in una giornata piacevole."

Kateřina Engelová
Designer Bonami

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